Inedito di Umberto Panarella, 24 ottobre 2000

 

Andrea Sparaco ha saputo ritagliarsi un ruolo nel panorama dell’arte italiana.

Ha spaziato sempre con grande maestria dalla grafica, alla pittura ed alla scultura seguendo un percorso evolutivo straordinario legato quasi sempre ad un materiale povero come il legno. Il legno, materiale che nella scultura è stato assemblato, nella grafica e nella pittura è stato rappresentato per dare forma a figure e oggetti dal plasticismo unico.

Frammenti lignei, spesso scarti da falegname cui Andrea salvandoli dal fuoco ha saputo dare forma e poesia. La sua poesia ci dilata la mente e l’immaginazione. I suoi personaggi, i suoi oggetti prendono vita e la giusta collocazione nel nostro mondo dell’immaginario.

Tutte le sue opere non sono statiche e fatte per essere guardate nello spazio limitato dello studio o di una galleria, ma realizzate per essere immaginate in spazi infiniti ove abbiano la possibilità, vincendo la gravità e levitando, di passare dal mondo reale agli spazi infiniti dell'immaginario o del fiabesco.

Di Andrea occorrerebbe anche conoscere quelle opere che abbandonando il campo dell’arte, come le porte, le lampade, gli allestimenti ed oggetti che egli ha realizzato per il suo studio, per le case di amici o per aziende, entrano di diritto nel campo del design facendo di lui un artista completo. Anche in questo campo si è servito di materiali poveri come il legno e l’acciaio con cui alle esigenze funzionali dell’oggetto ha saputo rispondere con originalità e creatività.