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Gli elementi "materiali" che costituiscono la
struttura connotativa e visibile delle mie operazioni, si situano quasi sempre
agli estremi confini dei vuoti e dei silenzi, come a voler delimitare uno
spazio-tempo incontaminato, privo di verso e di direzione, delicatamente
protetto, per evocare in esso le assenze e tutto ciò che non è dotato di una
propria autonoma capacità di apparire e di essere.
E così, questi ampi spazi e questi suggestivi silenzi si
riempiono delle voci e degli umori di quelle ombre e le assenze si colorano del
sapore sottile e delicato della nostalgia e del rimpianto!
Andrea Sparaco
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